Pianificare il LMD, parte 2: quale mtb va bene?

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Pianificare il LMD, parte 2: quale mtb va bene?

Salsa Bucksaw

Seconda parte dei consigli per pianificare la partecipazione al Liguria Mountain Divide.

Salsa Mukluk

La seconda domanda che bisognerebbe porsi per pianificare al meglio la partecipazione è:

che bicicletta è più adatta ad affrontare il LMD?

Il percorso è molto vario, si passa da strade sterrate o asfaltate, a stupendi sentieri nel fitto di macchia mediterranea e boschi, con diversi tratti anche tecnici, che richiedono attenzione e una mtb perfettamente a posto, in perfetto stato di funzionamento. Lunghe salite e ampi dislivelli si alternano a discese su singletrack infiniti che richiedono grande attenzione nella guida.

Salsa Bucksaw

La cosa più importante è non sottovalutare la durezza del percorso, quindi il proprio mezzo deve innanzitutto essere funzionante al 100%, effettuando una buona manutenzione prima di partire ed avere almeno la catena, le pastiglie dei freni e le gomme nuovi. Questo perchè oltre alle condizioni del percorso anche le condizioni meteo possono giocare un ruolo notevole per usurare la bici ed esasperare i potenziali problemi.

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Sarebbe utile partire con una dotazione tecnica che consenta di far fronte ai più comuni problemi tecnici, come la rottura della catena, la foratura del pneumatico, la sostituzione delle pastiglie dei freni. Molto importante anche un minimo di manutenzione durante l’evento, almeno pulire e lubrificare la catena ogni sera, in modo che sia perfetta il giorno dopo, prima di ripartire.

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Parlando di gomme conviene utilizzare delle coperture con una buona tassellatura, il fondo è spesso pietroso e meglio privilegiare il grip e la sicurezza a scapito della scorrevolezza. All’anteriore conviene optare per una gomma generosa, da almeno 2.2 se non 2.4 e con tassellatura aggressiva per dare sicurezza nelle discese tecniche e sui terreni più accidentati, soprattutto con l’aggravio di peso che danno le borse da bikepacking.

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Come tipologia di Mtb possiamo analizzare quelle che finora hanno finito il LMD e che sono di due tipologie diverse: 3 front in titanio, la Salsa El Mariachi di Jay e la Sobrio di Pascal e la Crisp di Ausilia, tutte 29 pollici, 1 front in carbonioda 27,5 per Ilaria e due biammortizzate dalle coperture generose, la Salsa Bucksaw fat (26 x 4 pollici) di Maurizio e una Horsethief in versione 27,5 Plus di Giovanni.

Salsa Horsethief

In ogni caso è meglio privilegiare una mtb relativamente leggera e capace di affrontare percorsi di tutti i tipi, meglio se ammortizzata almeno davanti, le gomme Plus in questo contesto potrebbero essere vincenti per garantire maggior sicurezza anche quando i riflessi non sono più brillanti per la fatica accumulata.

Anche una full leggera e ben gommata potrebbe rivelarsi una buona scelta per la capacità di stancare meno il pilota e smorzare le asprezze del percorso, sia in salita che in discesa.

3 Comments

  1. Stefano Fabrizi scrive:

    Avendo avuto modo di partecipare alla serata presso la Stazione Delle Biciclette a Milano, ILARIA Balzarotti mi ha confermato l’estrema rigidità del suo telaio in carbonio a scapito della comodità in un percorso tecnico di quel genere. Quindi ne deduco che una front in carbonio sia da escludere a priori.

    • Raceware scrive:

      Ciao Stefano,
      nessuna esclusione a priori, ma certo quella è una mtb da gara xc, gara che se va bene dura 3 ore al massimo, qui si tratta di pedalare comunque molte ore al giorno per diversi giorni di fila. Diventa importante cercare una mtb che stanchi il meno possibile e che ti dia grande fiducia su tutti i terreni, anche quando sei stanco e magari non lucidissimo.
      In questi casi una telaio più morbido, oppure gomme più assorbenti possono davvero fare la differenza e farti godere il percorso.

  2. Crestedb scrive:

    Vorrei sfatare il mito del materiale come elemento principale della rigidità o elasticità di una struttura (in questo caso il telaio).

    A parer mio la responsabilità della flessibilità deriva al 70% dal suo progetto strutturale e per il restante 30% dal materiale usato.

    Innanzi tutto è importante dire che le strutture ottimali non sono immutabili ma sono funzione del materiale usato, quindi materiali diversi e strutture diverse.
    Col carbonio si fanno le scocche delle formula 1 e le canne da pesca.
    Una volta si diceva che il carbonio era rigidissimo e ora si dice che assorbe tantissimo.
    Basta considerare che il materiale e le strutture si sono evoluti e che oggi si possono avere strutture morbide o rigide con ogni materiale.
    In linea di massima all’LMD un telaio rigido (indipendentemente dal materiale) è meglio non usarlo.
    Normalmente i telai XC sono fatti lasciando l’assorbimento in secondo piano perché rispetto al trasferimento della potenza ed alla precisione si tratta di un elemento secondario.

    Se quindi si usa un telaio XC Racing meglio sapere che servirà ammorbidirlo il più possibile e questo si può fare con reggisella e piega manubrio ad alto assorbimento, forcella ammortizzata e gomme ben dimensionate. L’importante è avere il tempo per preparare il mezzo e conoscerlo bene perché ogni soluzione ha le sue debolezze e i suoi punti di forza che vanno capiti.

    Inutile demonizzare un materiale per poi evitarlo convinti di aver evitato il problema.
    Spesso è sufficiente analizzare ciò che si ha e con un poco di ingegno e qualche spesa limitata adattarlo per accorgersi che alla fine non va così male anche per questo uso.
    Se poi ci si prende gusto allora le cose cambiano e certamente una bici pensata con le Adventure Race in mente ha una marcia in più.
    Indipendentemente dal materiale.

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