Alla scoperta del LMD: Red Leaf Edition day one, ovvero la prima parte del percorso in autunno

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Alla scoperta del LMD: Red Leaf Edition day one, ovvero la prima parte del percorso in autunno

A fine anno, in novembre sul percorso del Liguria Mountain Divide?
Le giornate sono molto corte, il tempo incerto e le temperature cominciano ad abbassarsi, sarà una buona idea?
Purtroppo prima, sia per il meteo che per impegni vari non è stato possibile provare il percorso, e
così in coppia con l’amico Massimo decidiamo di partire alla volta di Bolano e provare le prime tappe avendo a disposizione 3 giorni.
L’assetto sarà necessariamente più completo e pesante di quello estivo, quindi tenda a due posti per dividerne il peso, sacco a pelo medio e abbigliamento adeguato.
Per l’occasione ho in prova una Surly Pugsley con ruote da 29Plus da 3 pollici, super affidabile e con trazione incredibile, mentre Massimo usa una Surly Krampus con ruote da 29.

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La mattina a Bolano il tempo non è dei migliori, pioviggina ed è tutto grigio e bagnato.
Dopo una colazione nel minuscolo bar della piazza del municipio da cui partiremo il 13 giugno cominciamo a pedalare con addosso le giacche antipioggia in salita su asfalto, che poi diventa uno sterrato piuttosto rovinato dalle recenti piogge.

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Quella che è la prima tappa dell’Alta Via Stage Race è sulla carta piuttosto agevole, non ci sono segnalati tratti di portage e la distanza è di soli 57 km per arrivare a Sesto Godano.

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Si continua a salire su sterrato in direzione Baita della Luna, per poi scendere per un breve tratto di singletrack tecnico e cominciano degli sterratoni in cresta circondati da prati di montagna e qualche fattoria che emerge dalle nuvole basse, panorami stupendi, a sinistra ogni tanto si intravede il mare.

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Si continua a salire e dai 323 metri sul livello del mare pian piano si arriva a superare i mille metri.
Verso l’ora di pranzo, in zona Pian del Casoni passiamo di fianco ad un agriturismo che sembra deserto, ma una sosta al coperto ci farebbe bene e così proviamo ad entrare. Riusciamo a farci fare un paio di panini con salumi prodotti in loco e davvero gustosissimi e prendiamo anche un pezzo di formaggio di rifornimento.

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Il percorso prosegue alternando sterrati con tratti in asfalto, sempre in quota, fino a Calzavitello e poi Casa Biagi, dove ricomincia una strada sterrata piuttosto ripida e molto rovinata dall’acqua. Grandi scoli e pietre smosse intervallano regolarmente il tracciato costringendoci a trovare il passaggio migliore andando a zig zag e a volte facendoci spingere per brevi tratti, sempre sotto una pioggia non fortissima ma insistente.

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In pochi km raggiungiamo quota 1275, attraversando anche qualche ruscello ingrossato dalla pioggia.
Poi finalmente la strada comincia a scendere, siamo in mezzo a montagne boscose, ma le nuvole impediscono di vedere il panorama, sembra di essere in mezzo al nulla, e probabilmente lo siamo davvero.

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Un ultimo breve passaggio su single track con un paio di ostacoli e poi di nuovo in discesa su sterrato sempre molto rovinato dal maltempo fino all’asfalto e all’arrivo di Sesto Godano a quota 250 mt.

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Ha finalmente smesso di piovere, ma sono ormai quasi le 16 e, dopo esserci scaldati e rifocillati in un bar con un the caldo e focaccia decidiamo di partire per il trasferimento su asfalto fino alla partenza della seconda tappa dell’AVSR, ovvero Varese Ligure, che dista circa 15 km.
Arriviamo a destinazione che però sta calando la luce, siamo infreddoliti e stanchi e l’idea di procurarci del cibo, trovare un posto per montare la tenda e poi metterci dentro bagnati non è proprio allettante.
Nel locale supermercato chiediamo se ci sia un albergo o B&B e casualmente incontriamo il proprietario dell’unico albergo aperto, che ci fa un’offerta per la camera e la cena che non possiamo rifiutare.
Avremo così modo di asciugare i vestiti bagnati, fare una doccia calda e riposare comodamente, dopo una giornata
passata sotto la pioggia ci sembra una degna conclusione.
Speravo di percorrere più km, ma con le bici cariche comunque la velocità è più bassa e il terreno in cattive condizioni sicuramente ha influito molto sui tempi di percorrenza, da tenere presente in gara.

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