Alla scoperta del Liguria Mnt Divide: da Varazze al Col di Nava in un week end

Liguria Mountain Divide Overnight Experience
8 July 2015
Alta Via, +39 338.16.29.347
11 October 2015

Alla scoperta del Liguria Mnt Divide: da Varazze al Col di Nava in un week end

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In Luglio abbiamo provato un altra parte del percorso del Liguria Mountain Divide in una due giorni durante il week end, la parte centrale del percorso, da Varazze al Col di Nava, che corrispondono alla quinta e sesta tappa dell’Alta Via Stage Race, 63 più 54 km per la bellezza di oltre 5.500 metri di dislivello con diversi tratti di portage intenso.

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La partenza dal lungomare di Varazze è tutto in salita su sterrata agevole in direzione Madonna della Guardia, il panorama sul mare è stupendo e l’ambiente è quello tipico della macchia mediterranea. Superato il borgo di Alpicella con una breve sosta per uno spuntino abbiamo proseguito nel bosco con un fantastico singletrack che si trasforma poi in sterrata continuando a salire con alcuni brevi portage e l’attraversamento di un ponte di ferro per arrivare infine seguendo l’Alta Via fino al Colle del Giovo, dove si trova un albergo-trattoria che consigliamo per un buon piatto di pasta e una birra fresca.

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Dopo il colle si sale su una strada secondaria verso le pale del parco eolico Cinque Stelle, con rampe davvero ripidissime fino in cresta, dove comincia una sterrata in falsopiano con brevi salite per arrivare poi sulla provinciale asfaltata in direzione di Altare e il Colle di Cadibona con una veloce discesa.

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Altare è un altro paese dove è possibile fare rifornimento di acqua e vivande quindi, se necessario meglio approfittarne. Prima dello storico tunnel del Cadibona si svolta a destra in salita su sterrata che diventa a tratti sentiero nel fitto dei boschi del Savonese. Dopo alcune rampe impervie si arriva alla Colla di San Giacomo, sopra Orco Feglino da cui partono alcuni dei migliori sentieri del Finalese.

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La sterrata prosegue verso Pian dei Corsi e poi fino al Colle del Melogno,nei dintorni del quale ci sono un paio di bar ristoranti che solitamente sono aperti.

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Superato lo storico Forte del Melogno si svolta a sinistra della strada che scende a Calizzano e si pedala in salita nella splendida Faggeta della Barbottina finchè la traccia scende e poi diventa un divertente e molto tecnico singletrack in discesa per finire con una delle prove della locale gara di Enduro che arriva finalmente a Bardineto.

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Il paesino ha pochi negozi e offre la possibilità di campeggiare nei pressi del campo sportivo. Attenzione perchè è l’ultima località dove poter acquistare cibo fino al Col di Nava.

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Noi abbiamo approfittato della Festa del Cavallo per mangiare piatti in stile western e dormire vicino agli allevatori di cavalli improvvisando una tenda di fortuna con un telo impermeabile fissato alle biciclette.

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La mattina siamo costretti ad aspettare l’arrivo della focaccia nell’unico bar aperto e fatto rifornimento ripartiamo in salita verso il Giogo di Giustenice con una lunga salita sterrata dai numerosi tornanti. Dal Giogo comincia un bellissimo tratto su sentiero e poi in portage impegnativo verso la vetta del Monte Carmo, da cui si scende su un lungo sentiero tecnico fino al Giogo di Toirano. A questo punto attraversata la strada asfaltata comincia una salita che sembra interminabile tra sterrati infiniti e sentieri in quota. Si parte con una salita nel bosco su strada sterrata e sottobosco per poi scendere nuovamente di quota fino al Colle dello Scravaion da cui parte una strada in ghiaia in salita che porta al parco eolico del passo San Bernardo di Garessio dove si trovano due bar ristoranti abbandonati che possono servire da rifugio per la notte, cosa che si è rivelata utilissima durante la tempesta che ha sorpreso i partecipanti in giugno.

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Si continua in leggera salita fino al Bocchino delle Meraviglie, dove scendendo a destra della traccia si può trovare l’ultima fonte d’acqua del percorso.

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Da questo momento la strada forestale che poi diventa sentiero gira intorno alla vetta del Monte Galero con una serie di rampe ripidissime e brevi discese con vegetazione invasiva. Il sentiero si impenna in maniera decisa e comincia uno dei portage più impegnativi dell’intero percorso arrivando su alcune creste erbose in quota con un singletrack tra pascoli montani da cui si gode una vista strordinaria sulle montagne intorno e la piana di Albenga.

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Dopo una picchiata nei pascoli si ricomincia a salire con una altro portage, meno ripido ma piuttosto lungo in mezzo a cespugli di lamponi per arrivare al Colle San Bartolomeo di Ormea da cui via sterrata e sentiero nel bosco si arriva al rifugio Pian dell’Arma e poi sempre su sentiero al Colle di Caprauna.

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In prossimità delle Pale eoliche si scende su sterrato per poi riprendere un sentiero in forte salita con un nuovo tratto di portage fino alla cima del Monte Airolo, da cui comincia una bellissima e tecnica discesa nel bosco con fondo morbido ma molto ripido per arrivare infine al Col di Nava e alle sue fortificazioni e una bar aperto e un minimarket dove rifornirsi..

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Questa seconda giornata sulla carta sembrava più corta e con meno dislivello, ma si è rivelata comunque molto impegnativa e tecnica. Per il rientro alla civiltà abbiamo scelto di scendere a Pieve di Teco su strada sterrata e poi, dopo 25 km in falsopiano raggiungere Albenga e la stazione dei treni.

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